Sul cemento

I tuoi occhi sembrano tristi.

Sono immobili, di pietra, ma lo vedo bene che nascondono un enorme malessere.

E forse, è proprio lui ad averti condotta qui.

Sei bella, lo sai?

Spero che tu ne sia consapevole, che tu ci creda.

Perché spesso sono quelle come te a stare male, ad essere tutto e sentirsi niente.

Hai delle labbra dolci, vorrei sfiorarle.

Chissà se hanno mai assaporato l’amore, o resteranno per sempre così, ignoranti al sapore di un bacio.

Pure le tue guance sprigionano dolcezza, anche se non sono più rosee.

Te le ha mai accarezzate qualcuno?

Hanno mai dato una carezza su queste tue gote tonde ed eleganti?

Io mi ci addormenterei.

Ti osservo e sospiro: che peccato.

Hai un corpo così grazioso.

Vorrei prenderti tra le braccia, qui ed ora, stringerti forte.

Vorrei tenerti queste mani minute e baciarle, rubar loro questo freddo che le immobilizza.

Questa folla di persone ti guarda con occhi di sgomento, ma loro non pensano a ciò che penso io.

No, io vorrei regalarti un fiore.

Vorrei conoscerti e portarti a cena fuori.

Ti ascolterei, ti aiuterei nei tuoi momenti più bui.

Starei al tuo fianco, ti darei la mia forza quando ti manca la tua.

Sarei il tuo porto sicuro.

Vorrei sentire la tua voce.

Vedere il tuo sguardo rivolgersi a me, illuminarsi.

Poi io mi presenterei, con una battuta sciocca, per rubarti un sorriso.

Secondo me non ne hai mai fatti tanti.

Ti guardo il viso privo d’espressione e sospiro: che peccato.

Cosa non andava?

Da dove viene questa tristezza che t’inonda gli occhi?

Sei così bella, così giovane.

Forse siamo coetanei.

Ti vedo così indifesa.

Alzati dai, vieni con me.

Ti aiuterò io, lo giuro.

Parlami, ti prego.

Ma non puoi, non è così?

Hai spiccato il volo inseguendo un pianto, ma sei finita qui.

Stai immobile su questo cemento scarlatto.

Stai immobile priva di respiro, priva di battito.

Ti avrei dato tutto.

Ma forse per te tutto era troppo.

Quando tutto s’accumula ed inizia a pesare, diventa troppo.

Vorrei sapere la tua storia, conoscere il tuo nome.

Ma un braccio mi strattona e m’allontana.

Ma un telo ora ti copre il corpo, il viso stanco.

Sparisci dalla mia vista, da quella di tutti.

Ma resti viva nei miei pensieri, per sempre.

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