Nuvole

Le nuvole mi sanno di fantasia.

Si muovono lente alla vista, ma in un attimo creano forme nuove, strati di neve su un cielo blu, soffici batuffoli di fumo su una tela azzurra, perfetta.

Osservo a bocca semichiusa il lento trascinarsi delle loro forme, il dolce evolversi delle sagome pallide che spruzzano libertà sulla volta celeste. Se mi distraggo un poco, il cielo assume un altro aspetto ed io mi ci perdo, domandandomi dove sia finito quel contorno che seguivo con gli occhi, che si scioglieva dissolvendosi nel vento.

Così la fantasia si fonde alla realtà e trasforma ciò che lo sguardo rincorre, lo muta come la mente più desidera, disegna i sorrisi che vorrei vedere. Queste nuvole bianche mi ricordano quei sentieri sconosciuti che la mia fantasia percorre, ricamandone i bordi con spessi fili di desideri, nascondendo sogni sotto la loro ghiaia sottile. Mi sembrano vive e più le guardo maggiore è la mia voglia di toccarle, afferrarle per plasmarle in un viso, una carezza, un bacio. Potrei aggrapparmi ai loro contorni sfocati e dondolare sul mondo come un’altalena, per poi lasciarmi precipitare col sorriso in viso, tornando qui, su questo telo, in questo prato vastissimo.

Cosa ci fa questo cielo blu senza una nuvola? Cosa ci faccio io qui senza i brividi sulla pelle? Aguzzo lo sguardo, cerco quel dolce fumo bianco per disegnarci i ricordi più belli, mi sfioro il viso invano in cerca di un’emozione. Ecco le nuvole apparire a tratti tra i rami dei pini abbracciando i loro aghi verdissimi, eccole nascondersi lungo la linea sbavata dell’orizzonte. Chissà se qualcuno laggiù in quella valle dorata le guarda con i miei stessi occhi, perdendosi in quei movimenti ipnotici che imitano la fantasia.

Chissà se esiste ancora, o se è solo un concetto per chi può permettersi di sognare. Chissà se ci saranno per sempre queste nuvole, o diventeranno un ricordo del vecchio mondo in cui sono cresciuta. Chissà se un domani la loro danza elegante mi suggerirà una risposta, una soluzione a quel freddo che spesso s’avvinghia al mio corpo e m’avvilisce. Però io ho ancora lo sguardo rivolto al cielo. Non distolgo gli occhi da questa vasta distesa di blu e mi pare, a volte, di vedermici riflessa sdraiata su questo telo, galleggiando sul mare dei miei pensieri, fluttuando nella dolce brezza che la mia fantasia soffia su questo pezzetto di mondo.

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