Stare calmo

Immagina d’essere in un luogo in cui tu possa stare tranquillo. Un posto di pace, silenzio assoluto, dolce solitudine.

Immagina di star seduto a gambe incrociate in un immenso prato, fitto d’erba ancora umidiccia dalla notte appena trascorsa. L’aria fresca ti soffia dolci pensieri sul viso, mentre il fruscio delle foglie degli alberi crea una flebile melodia, che presto prende il ritmo del battito del tuo cuore. Sei talmente assorto in questa piccola orchestra naturale che il tuo corpo ciondola, lentamente, mentre il tuo corpo si alleggerisce, si svuota a poco a poco da ogni timore terreno.

Se dovessi passare le mani sull’erba che ti circonda, ti bagneresti i polpastrelli ed i polsi, le maniche della maglietta che indossi: ti sentiresti calmo, magari ti apparirebbe un lieve sorriso sul viso, simile a quello che fa un bambino di fronte ad un estraneo gentile.

In lontananza, mirabile dall’alto della rupe erbosa su cui ti trovi, c’è il fiordo. Una crepa blu tra il verde brillante della natura. Bello ed inaspettato come uno squarcio su una tela bianca, come un bacio dato al buio nel silenzio più profondo.

Se dovessi aprire gli occhi, vedresti tutto questo. Aguzzeresti la vista verso la costa frastagliata di questa coraggiosa insenatura, osserveresti la grande nave da crociera che, per le sue dimensioni, non è neanche ormeggiata al piccolo molo, ma sta ferma al centro del fiordo, da cui vedresti partire e tornare decine di lance cariche di turisti. Poi potresti osservare i movimenti delle persone, dei gruppi rumorosi che salgo e scendono dai pullman turistici, ma non ne sentiresti il baccano.

Tranquillo nel tuo prato florido, potresti scorgere l’invisibile linea che separa il mare dal cielo turchino, senza neanche una nuvola a sporcarlo di bianco. Ti sembrerebbe di non saper distinguere l’acqua dal cielo, e viceversa. Forse è il mare a stare al di sopra di quell’impalpabile confine, chissà.

Immagina di poter sentire dentro di te la natura con i suoi sibili, i canti della fauna nascosta dove gli occhi non giungono, i silenziosi rumori della vita stessa. L’acqua che scorre in un ruscello poco distante, i fiori che profumano le terrazze delle casette dai tetti spioventi, gli animali che si rincorrono nel bosco, che saltano da un ramo all’altro.

Potresti sentire tutto questo divenire parte di te, come la pioggia quando ti inzuppa i vestiti. Metteresti giù le tue radici della mente, ti nutriresti d’acqua piovana, di rumori, degli odori più diversi.

Tu, però, resteresti tu. Anzi, forse diventeresti una versione migliore di te stesso: le tue parole sarebbero più sincere, le tue opinioni più decise, la tua voce più dolce, i tuoi gesti più gentili.

Immagina di trovarti in un luogo in cui poter stare calmo. In cui coltivare le tue passioni, senza restrizione alcuna se non quella della tua immaginazione, in cui affrontare i tuoi problemi e preoccupazioni a cuore aperto, senza nessuna fretta. Forse ti perderesti nel respiro del silenzio, o ti lasceresti cullare dal lontano movimento delle onde calme, o ancora piangeresti amare lacrime che non ti sei mai concesso di versare.

Come ti sentiresti?

Immagina d’essere solo con te ma senza paura alcuna. Immagina di trovare il modo di fare pace con te stesso, solo per un attimo, che basta addormentarsi per ritrovarsi ben presto incatenati alla realtà.

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