Fine ed inizio

Sorseggio un caffè mentre con una mano sfoglio i ricordi dell’anno appena trascorso. Le pagine che ne compongono i giorni sono di colori, materiali e dimensioni diversi, in quanto ogni giornata è unica ed inimitabile.

Sfoglio le centinaia, migliaia di fotografie che ho nella testa, quei ricordi a tratti sfocati che custodisco con estrema cura, quegli istanti irripetibili che non ho immortalato col cellulare.

Rivivo ogni settimana, ogni ora che ho vissuto nei passati 365 giorni e le guardo come fossero storie, racconti tramandati da chissà quale antenato, avventure che un giorno io, a mia volta, condividerò con la mia prole.

Crescere è ogni anno più complicato, è vero. C’è sempre qualcosa che non conosciamo, qualcosa per cui non siamo pronti, persone che prima erano solo nomi ed ora sono il mondo intero, altri che invece hanno intrapreso il percorso inverso. Poi ci sono le sfide, con gli altri e con noi stessi, i traguardi raggiunti e quelli difficili da depennare, così come le esperienze, i viaggi da fare. E ancora una valanga di parole che diventano discorsi, spiegazioni, scuse, chiarimenti, ed un torrente in piena di lacrime, siano esse di gioia o di dolore.

Crescere pare qualcosa di impossibile, è vero, ma è proprio quando tiro le somme guardandomi indietro che realizzo quante ne ho passate. Gli schiaffi in faccia fisici e non, ogni delusione e tutte le urla che ho scagliato dalla mia bocca come proiettili, non saranno mai nulla in confronto a tutto quello che ho vissuto, visto, sentito.

Nonostante alcuni vogliano evitarli, siamo circondati da esseri umani, tali e quali a noi, con abitudini e gusti diversi, certo, ma tutti con una storia da raccontare. Nei miei ricordi ora stanno raggruppati i volti, le voci, le risate e i pianti delle persone che ho conosciuto, assieme a quelle che ormai sono una parte indispensabile della mia vita, senza dimenticarsi però di quelle viste per poco, coloro di cui mi sfugge il nome, che hanno fatto da sfondo animato alle feste incredibili a cui ho partecipato.

Cose nuove, cose vecchie, migliaia di gesti e movimenti mi frullano nella testa, ed io mi immergo in quei ricordi rivedendoli nella mia mente, come un film visto cento volte o più, e ci rifletto fino ad odiarli. Centinaia di mode, tormentoni e abitudini che diventano vizi, pentimenti e rimpianti che mi fanno pensare: “Ma come ho potuto?”.

Di fronte alla fine di un anno, di un intero decennio, però, non si può che sorridere. Certo, ne abbiamo passate tante, siamo cresciuti e ci siamo ritrovati catapultati nel mondo degli adulti che nessuno di noi ancora comprende, ma siamo ancora in piedi. Con le nostre cicatrici, i nostri sbagli e tutte le nostre paure, ma siamo qui, sbronzi e fatti persi a guardare l’alba di un nuovo decennio.

Non possiamo tornare indietro, ma possiamo invece guardare avanti. Con i buoni propositi o meno, possiamo puntare alle stelle ed ogni caduta sarà solo il trampolino per tornare su, rialzarsi. Impegniamoci a vivere questo decennio al massimo, con i nostri errori, fallimenti e i fiumi di lacrime che ne deriveranno, ma con la convinzione che domani sarà la nostra pagina su cui scrivere quello che vogliamo, e non il cassonetto in cui gettare ogni responsabilità e scadenza.

Il futuro siamo noi, giovani folli con troppi sogni per vivere come vorrebbe la società. Il futuro siamo noi, acciaccati dai nostri drammi ma con il coraggio di continuare a provarci fino in fondo.

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