Buio ed emozioni

Il buio non è mai stato così cattivo.

Certo, mi ha sempre avvolta nel terrore,

ma mai mi ha tolto il fiato come ora.

Sento le pareti della stanza restringersi,

come il cuore si contrae ad ogni battito,

mentre i miei occhi rovistano invano

nel buio impenetrabile che mi circonda.

La mia ansia si è tramutata in realtà,

una realtà tangibile che vorrei non esistesse:

attorno al mio piccolo ed indifeso corpo

sento presenze malvagie danzare ridendo,

schernendo ogni mia emozione,

ogni fiamma di gioia che mi scalda.

Mi ripetono in coro che soffrirò,

sola ed abbandonata a me stessa,

senza nessuno che possa aiutarmi,

tenermi la mano e stringermi forte.

Ogni secondo che passo qui,

sento le mie forze affievolirsi,

fuggire dal mio corpo stanco

come se anche loro rinunciassero a me.

Sento le mie gambe stremate cedere,

le mie spalle indolenzirsi

come se reggessero il peso di un palazzo,

le mie mani formicolare

come quando si addormentano.

Anche il mio corpo

sembra averci rinunciato,

come se sapesse già

che non c’è speranza per me,

che questa disperazione

è più che meritata:

magari in una vita passata

ero una spietata dittatrice,

o forse un’assassina sanguinaria.

Perché tutta questa paura?

Perché devo temere per me

ad ogni mio respiro,

ad ogni battito del mio cuore?

Provo a parlare ai miei demoni,

a raccontar loro la verità,

la storia della mia vita.

Chissà, forse mi capiranno.

Forse mi consoleranno,

diventeranno miei amici,

cureranno le mie ferite.

Perché se conoscono i miei fallimenti,

le mie paure e i miei errori,

magari sanno dei miei sogni,

della mia forza d’animo,

di quel poco di fiducia

che mi sono conquistata

in tutti questi anni.

Sarà possibile un domani

guarire da questo disordine?

Perché il tempo scorre

senza pietà alcuna

e non aspetta nessuno,

nemmeno chi soffre e tace.

Non voglio sprecare tempo.

Questo buio mi spezza il respiro,

perché anni fa nascondeva paure,

ma ora nasconde realtà concrete.

Occulta alla vista la mia camera,

l’unico luogo in cui amo rifugiarmi

e nel quale ascolto solo me stessa,

l’unico luogo che mi fa calmare

quando troppe emozioni mi scuotono,

il mio porto sicuro

in questa impetuosa tempesta.

La mia mente però,

ingenua o forse malvagia,

evoca in queste quattro mura

sensazioni che vorrei lasciar fuori,

dietro la mia porta ben chiusa.

Perché, nel mio luogo sicuro,

devo soffrire così amaramente?

Finirà, prima o poi?

Non credo avrà un termine,

questa triste routine,

perché nasce tutto dentro di me,

dalle mie emozioni ben nascoste

e da quelle che invece vivo volentieri.

Nasce tutto dentro di me

e soltanto io posso fermarlo,

se ci credo davvero,

se lo voglio sul serio.

Piano piano, poco alla volta,

recupererò le mie energie,

la forze nelle mie gambe,

nelle mie spalle stanche,

la sensibilità delle mie mani.

Illuminerò questo buio

col coraggio che mi brilla dentro,

come ho fatto in passato

con i miei tristi affanni.

Solo un’altra lacrima,

solo un altro brivido,

e poi raccoglierò le mie forze

per cacciare questo malessere

e rinchiuderlo in fondo al cuore,

dove prima o poi perirà

e lascerà solo ricordi,

amari certo,

ma passati.

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