Il lago

é mattina presto, il sole fiocamente passa tra le fronde degli alberi e si sdraia sull’erba umida. C’è verde ovunque: a terra, sui rami, sulla corteccia degli alberi ricoperta di muschi. Un verde sgargiante, luminoso, che brilla sotto la luce del sole e il luccichio della rugiada. 

Non c’è rumore, se non il vento debole che, per mano al sole, si insinua tra le foglie, muovendole con delicatezza. Questo leggero vento sembra parlare, sussurrare alla natura intera che è arrivato il giorno, con la dolcezza di di una madre che sveglia il proprio figlio la mattina. 

L’erba, alta, verde e fitta, si muove ondeggiando mossa dal vento, in una dolce danza, un inno al mattino che si fa strada tra la natura, appena destata. In lontananza, un lento scrosciare d’acqua, una musica naturale, il suono della vita stessa. Dietro due grossi alberi dai tronchi centenari, nascosto dall’erba alta e fitta, uno specchio d’acqua, che riflette un cielo limpido, azzurro, pieno di luce.

Un paradiso incontaminato, uno spazio non ancora toccato da essere umano, in cui la natura può proliferare senza temere di essere stroncata nel cuore della notte dalla follia umana. Un minuscolo lago, le cui sponde sono ricoperte di muschio ed erba umida, la cui acqua brilla come un diamante sotto le prime luci del giorno. Uno splendido quadro, dipinto da un solitario, che ha nascosto una tale bellezza dietro due grossi alberi dai tronchi centenari e dell’erba alta, e fitta.

Una persona, però, ha scoperto questo frammento di felicità. Una persona curiosa, ma nemica della cattiveria. Una persona in cerca di ispirazione e calma. In cerca di qualcosa di così naturale da non sembrare possibile, perché ormai gli uomini hanno distrutto la natura. 

Così che, delicatamente, calpesta a lunghi passi l’erba alta, supera i due grossi alberi e la vede, di fronte a sé: casa sua. Il luogo idilliaco dove la sua mente è libera di lasciarsi andare, di creare e non distruggere. Timidamente, si avvicina alle sponde di quel minuscolo lago, si sporge e guarda il suo viso riflesso nell’acqua cristallina. Vede tutto ciò che è e che è stato, tutto ciò che ha vissuto, ogni singola emozione che si muove sotto la sua pelle chiara. Sta lì, per qualche minuto, con lo sguardo fisso sul suo riflesso, con gli occhi spalancati, incantati da quel mondo surreale. 

Dopo pochi altri minuti, si siede sulle sponde umide del lago, a gambe incrociate e in silenzio. Fruga senza fare rumore nel suo piccolo zaino, e tira fuori un quaderno sgualcito, con la copertina rovinata. Lo apre, prende una penna dal suo piccolo astuccio e sospira, guardando il lago di fronte a sé.

L’acqua, il sole riflesso sulla sua superficie e sulle foglie degli alberi, l’erba che ondeggia mossa dal vento dolce, il silenzio della natura. Osserva quello scorcio di bellezza pura e pensa a tutto ciò che la crudeltà si è presa. Tocca delicatamente il muschio vicino a sé, concentrandosi sul suo profumo, sulla sua consistenza. Chiude gli occhi e piano piano si sente sprofondare in un insieme di sensazioni mai provate prima, immerso in un mondo dai colori vividi, dall’aria fresca e genuina. Sente il vento sfiorare le sue guance, sente il suo fruscio tra le foglie, sente il lieve tepore del sole sulla pelle.

Sospira ancora una volta, ma non riesce ad aprire gli occhi. Si sente parte della natura, sente di aver trovato casa sua. Piano piano l’erba su cui siede diventa estremamente morbida, l’acqua del lago profuma di libertà e il sole scalda il suo corpo intero con la dolcezza di un bacio. Non è ancora il momento di aprire gli occhi, quel paradiso mozzafiato è così incredibile da diventare impossibile da lasciare. 

Passano i minuti, il vento continua dolcemente a sfiorare il suo corpo, smuovere i suoi folti capelli, far danzare l’erba e le foglie tutt’attorno. Passano le ore, e i suoi occhi restano chiusi, le sue mani stringono il quaderno sgualcito tra le cui pagine è appoggiata la penna, mentre il suo corpo si lascia andare sempre di più.

Dietro due grossi alberi dai tronchi centenari, nascosto dall’erba alta e fitta, uno specchio d’acqua, che riflette un cielo limpido, azzurro, pieno di luce. Su di una sponda, proteso verso il centro, un piccolo e giovane albero dai rami fini, pieni di fiori bianchi, alla cui base giace un quaderno sgualcito, con la copertina rovinata, e una penna.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...